Don Luigi Maria Epicoco Riflessione del vangelo di Oggi

Riflessione del vangelo

Chi ha il cuore semplice comprende immediatamente Gesù. Chi è complicato invece percepisce Gesù come un problema da risolvere. E solitamente per risolvere i problemi abbiamo due tecniche infallibili: demonizzare, e mettere alla prova. Nel Vangelo di oggi un certo uditorio si scaglia contro Gesù dicendogli: “è perché fa affari con il demonio che riesce anche a scacciarlo”. Altri invece: “se è vero quello che fai stupiscici con un effetto speciale”. In entrambi i casi Gesù non acconsente alla facile provocazione. Invece tira fuori un insegnamento prezioso proprio in rapporto a come agisce il male nella nostra vita: “Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, tutti i suoi beni stanno al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via l’armatura nella quale confidava e ne distribuisce il bottino. Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde”. Tradotto significa che per quanto possiamo armarci di buona volontà, buoni propositi e impegno, il male delle volte è più forte delle nostre forze, e se confidiamo solo nelle nostre capacità, prima o poi soccombiamo. La nostra forza invece non consiste solo nel fare tutto il nostro possibile, ma nel fare il nostro possibile insieme a Cristo: con Lui, per Lui, in Lui. Senza Cristo è altissima la probabilità di disperdere tutto ciò che di prezioso abbiamo nella vita. Ci sono poi momenti nella vita in cui abbiamo superato delle prove, abbiamo in un certo senso vinto il male che ci teneva prigionieri. Sono proprio quei momenti in cui pensi che ormai il pericolo è scampato e che non ti ritroverai più a combattere con simili cose. Ma la verità è che bisogna rimanere sempre in allerta. “Quando lo spirito immondo esce dall’uomo, si aggira per luoghi aridi in cerca di riposo e, non trovandone, dice: Ritornerò nella mia casa da cui sono uscito. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui ed essi entrano e vi alloggiano e la condizione finale di quell’uomo diventa peggiore della prima”.
Luca 11,15-26

 

Don Luigi Maria Epicoco

 

 

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