Don Luigi Maria Epicoco Riflessione del vangelo di Oggi

Riflessione del vangelo

“Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt’e due in una buca?”. La cristallina affermazione di Gesù è continuamente smentita dal nostro atteggiamento che ha spesso la presunzione di volersi ergere a guida per gli altri, quando noi siamo i primi a brancolare nel buio. Questa pagina del vangelo è così vera che, ad esempio, dà un formidabile criterio per scegliere una guida spirituale: diffidate da chi si autopropone come guida. Una sana guida spirituale ha talmente tanto chiaro quanto sia seria la faccenda che molto spesso cerca in tutti i modi di declinare l’invito a fare da guida, e solo a partire da una immensa umiltà personale, cerca con delicatezza estrema di condividere soprattutto ciò che ha sperimentato, e non ciò che ha imparato dai libri. Allo stesso tempo la pagina del vangelo di oggi ci dice che una seconda nostra grande tentazione è avere perfettamente chiaro cosa dovrebbero fare gli altri per cambiare, senza accorgerci che noi siamo padroni solo di decidere quali cambiamenti possiamo e dovremmo fare noi: “Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo? Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello”. È un’esperienza particolarmente intensa quella di pensare che la pagliuzza che ci infastidisce nell’occhio di nostro fratello, è solo un rimando alla grande trave che è nel nostro. Se cominciassimo a usare questo come criterio di giudizio, allora il carattere storto di chi mi vive accanto, il fastidio della sua superficialità, gli errori grossolani ed evidenti che fa ogni giorno sono una grande lezione non sulla sua vita ma sulla nostra. C’è una saggezza estrema nell’insegnamento di Gesù: l’altro funge molto spesso da specchio. Noi vediamo e notiamo negli altri ciò che a noi manca e che non accettiamo in noi stessi.
Luca 6,39-42

Don Luigi Maria Epicoco

 

 

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