Don Luigi Maria Epicoco Riflessione del vangelo di Oggi

Riflessione del vangelo

“Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli»”. Se qualcuno si domanda se la propria preghiera è una buona preghiera, allora il vangelo di oggi fornisce due chiavi di giudizio per rispondere correttamente. La prima è nella descrizione della preghiera di Gesù. Il suo modo di pregare fa venir voglia di pregare. Ecco perché viene registrata la richiesta “insegnaci a pregare”. Chissà se il nostro modo di pregare fa venir voglia di pregare gli altri, o magari è il motivo per cui gli altri non pregano. Può sembrare un criterio superficiale, ma è un po’ come dire che quando una cosa è vera, lo è talmente tanto da essere affascinante, e si propaga per contaminazione. Ad esempio quando passiamo del tempo in silenzio davanti all’Eucarestia, in adorazione, o quando celebriamo la Messa, chi ci vede stare lì, vede che noi crediamo al fatto che davvero Gesù è lì presente? O traspare solo una religiosità fatta di gesti, parole e convenevoli liturgici? Il Vangelo ci fa intuire che Gesù quando pregava era bello, faceva venir voglia. E questa è la prova che la sua è davvero un’autentica preghiera. Il secondo criterio di giudizio nasce dalle parole di Gesù stesso: “Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdonaci i nostri peccati,
perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore,
e non ci indurre in tentazione»”. La preghiera autentica è sempre una preghiera rivolta a un Padre. È scoprire il Padre. È sapere cioè di essere amati da Qualcuno che non solo ci ha creati, ma ci ha voluti, ci ha desiderato, ci ha dato la vita, si è sacrificato per noi. Nella sola parola “Padre” è racchiusa tutta un’esperienza di amore e fiducia. La preghiera vera è entrare in questo amore, e lasciare che esso ci segni indelebilmente la vita.

 

Don Luigi Maria Epicoco

 

 

Commenti