Don Luigi Maria Epicoco Riflessione del vangelo di Oggi

Riflessione del vangelo

“Entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa”. Ogni volta che leggiamo la storia di queste due sorelle, Marta e Maria, vorrei sempre e innanzitutto chiedere scusa a Marta. Nella storia abbiamo sempre molto parlato male di lei, ma in fin dei conti è grazie a lei che Gesù entra in casa. Il vangelo non vuole demonizzare il fare, ne tanto meno le persone che hanno molto feeling con il fare. Gesù vuole invece liberare il fare da alcune derive, di cui la più diffusa è perdere di vista l’essenziale. Fare senza aver chiaro più il motivo può distruggerci interiormente. O peggio ancora: fare senza “frequentare” più il motivo, può lasciarci in balia solo del senso del dovere. Ecco perché alle parole stizzite di Marta Gesù contrappone l’ascolto della sorella Maria: “Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma Gesù le rispose: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta»”. Avere una vita interiore, e in essa scoprire la vita spirituale, significa non perdere mai di vista che per vivere non basta vivere, ma bisogna fermarsi a sentirne il gusto, e attraverso di esso lasciare che quel gusto, quel significato, insaporisca tutta la nostra esistenza. Fare la madre, il marito, il professore, l’ingegnere, lo studente senza sentirne più il gusto significa avere una vita che non ci rende felici. Dio ha nascosto “gusto” anche nell’amaro della vita. Ma solo l’interiorità e la vita spirituale lo rivelano. Ecco perchè la grande rivoluzione dell’uomo contemporaneo non è quella di crescere solo nel fare, ma nel recuperare anche e soprattutto il verbo essere. La crisi contemporanea è crisi di mancanza di preghiera, non crisi di mercati. Ma noi siamo ancora molto convinti che Maria perde tempo mentre Marta lavora.
Luca 10,38-42

 

Don Luigi Maria Epicoco

 

 

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