Don Luigi Maria Epicoco Riflessione del vangelo di Oggi

“Riflessione del vangelo di Oggi”

“Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma”. È interessante vedere come la prima reazione della Pasqua è lo stupore e lo spavento. Gesù prima di essere riconosciuto come una gioia, è considerato un fantasma. Lo facciamo spesso: quasi mai diamo credito alle buone notizie. Ci domandiamo subito dove è nascosta la fregatura. Forse perché troppe volte nella vita ci è capitato di soffrire, di rimanere male, di ricevere batoste. E così quel lato della vita che si manifesta come gioia, suscita in noi più che altro spavento. È a questa paura della gioia che Gesù parla oggi: “«Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro”. L’unica maniera di Gesù di vincere la paura e i dubbi è mostrare quanto sia concreto ciò che gli sta capitando. Mettersi a mangiare, lasciarsi toccare altro scopo non hanno che far comprendere ai discepoli che la loro gioia ha una consistenza fattuale e non è solo materia di sentimenti e immaginazioni. Tante volte nella vita ci diamo speranza da soli immaginando e sperando che le cose vadano per il verso giusto, ma è Pasqua quando smetti di immaginarti le cose perché le hai finalmente incontrate. Per anni immaginiamo l’amore, ma è Pasqua quando lo incontri. Per anni immaginiamo la felicità, ma è Pasqua quando la incontri. Per anni immaginiamo un motivo, ma è Pasqua quando ne incontri uno. “Allora aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture”. Capire questo è infatti un dono immenso, è il dono di “intus-legere”, cioè leggere dentro le cose. In questo senso la fede ci invita ad essere intelligenti.

Don Luigi Maria Epicoco

 

 

Commenti